La radice quadrata della vita

Lorella Carimali è insegnante di matematica e fisica, si è classificata tra i primi 10 insegnanti italiani all’Italian Teacher Prize nel 2017 e nel 2018 è arrivata tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize. Il 18 settembre è uscito il suo primo romanzo ed io ho avuto l’onore di conoscerla e intervistarla in diretta (a breve potrete ascoltare il podcast della puntata di Pandora).

Con questo libro voglio aprire la sezione delle recensioni, perché dietro questa pubblicazione c’è tutta l’esperienza della professoressa Carimali e soprattutto la sua voglia di trasmettere ai giovani l’importanza della cultura scientifica.

Il romanzo è molto scorrevole e la trama apparentemente semplice, ma al suo interno ci sono infiniti spunti. Nella storia di Bianca e Donatella si intrecciano personaggi e tradizioni, citazioni e teoremi, riflessioni e propositi. Non c’è una pagina dove non ci sia qualcosa che fa scattare la propria curiosità o che ricordi qualcosa a noi caro.

Mentre Bianca compie il suo percorso, al primo anno di insegnamento, e scopre se stessa, si rende anche conto di quanto sia importante la condivisione. “Libertà è partecipazione”, cantava Gaber, citato a sua volta nel libro. E proprio questo concetto di partecipazione e consapevolezza ci accompagna nella lettura e ci fa riflettere su quanto sia importante ritrovare questo senso di appartenenza e la voglia di cercare la verità e di condividerla con gli altri.

Questo libro è nato per descrivere il lavoro instancabile e la passione per la conoscenza dei docenti, per la passione per la matematica dell’autrice e per dare un incoraggiamento agli studenti e far loro sapere che non si devono arrendere davanti alle difficoltà. L’amore per l’insegnamento e per la conoscenza è evidente in ogni capitolo del libro, così come diventa evidente leggendolo che la matematica può essere alla portata di tutti e può “andare a braccetto” con l’arte e la letteratura.

Lorella Carimali non è solo un’insegnante che ha ottenuto riconoscimenti importanti: è una persona disponibile, preparata, che lavora con passione e competenza, una persona che crede nei giovani e che crede che formarli e aiutarli sia indispensabile per costruire il futuro. A chiunque legga questo libro verrà voglia di imparare e di trasmettere quello che si è già imparato. Tra le righe del romanzo c’è un progetto che mira ad aiutare i giovani a cambiare le cose, a restare a lottare per il proprio futuro senza arrendersi, accompagnati da insegnanti di valore che credono in loro. Un progetto importante che tutti noi dovremmo sostenere.

Vi lascio alla lettura di un romanzo particolare, che ognuno di voi vedrà in maniera diversa seguendo i diversi spunti che noterà, ma che a tutti lascerà l’ottimismo che traspare fin dal titolo del libro.

Buona lettura

Pepper

 

 

Risotto al radicchio

Chi mi conosce sa che sono un’amante dei risotti e che li cucino molto bene, ma si sa che il tempo è tiranno e non sempre si può dedicare l’attenzione che ci vorrebbe per fare un buon risotto.

Quello che sto per presentarvi potrebbe essere un buon compromesso tra la perfezione del risotto fatto in casa e la praticità dei risotti pronti. Si tratta di un regalo dei miei genitori, che tornando da una delle loro “gite” mi hanno portato quattro pacchetti con quattro gusti diversi di risotto: con radicchio, con funghi, con ortica e con carciofi. Quello che vi mostro oggi è quello con radicchio.

Gli ingredienti sono semplici e la busta contiene la dose per 2/3 persone (anche se, essendo io al momento a dieta stretta, nel mio caso ne ho cucinato abbastanza per 5 dosi).

La preparazione è semplicissima: si fanno scaldare due cucchiai d’olio in un tegame, si fa tostare il contenuto della busta e poi si copre il tutto con 900ml di acqua calda. Durante la cottura si mescola di tanto in tanto, eventualmente aggiungendo altra acqua all’occorrenza. A cottura ultimata, si manteca a piacere con burro e Parmigiano Reggiano.

Il risultato è un risotto molto saporito, comodo da preparare e gustoso, in cui si sente davvero la presenza del radicchio, su cui una spolverata di Parmigiano calza a pennello.

Qui sotto vi lascio la foto della confezione con ingredienti e valori nutrizionali e l foto del risultato finale.

Piatto approvato, piatto mangiato.

Pepper

 

 

#laprovadioggi

Da tempo ormai ogni tanto pubblico su Instagram le foto dei prodotti confezionati che trovo nei negozi o nei supermercati e assaggio per la prima volta. Sulla didascalia della foto però è difficile raccontare tutte le mie impressioni sul prodotto, così eccomi qui con la mia nuova sezione del blog: #laprovadioggi.

#laprovadioggi è la sezione dove vi racconterò come sono i prodotti che ho provato a casa, dove si trovano, se sono buoni e quali sono i loro valori nutrizionali.

Nella vita di un celiaco si testano tanti prodotti per riuscire a trovare quello migliore e spero che questa sezione vi sia di aiuto per le vostre #provedioggi.

A presto

Pepper

 

 

Il ducato di Parma e Piacenza

Chi di voi mi segue anche su Instagram si starà chiedendo: “Ma tutte quelle cose buone che hai mangiato negli ultimi mesi postandoci le foto? Di quelle non ci dici nulla?”. Purtroppo non sono riuscita a scrivere con la costanza che avrei voluto, ma eccomi qui a recuperare il tempo perso scrivendovi delle mie esperienze di questi mesi. Da dove partiamo? Dal Ducato di Parma e Piacenza.

Lo avevo promesso al mio compagno e finalmente ho mantenuto la promessa di fargli vedere le zone del Piacentino, approfittandone per visitare anche Parma. Così il venerdì prima di Pasqua sono passata a prenderlo dopo il lavoroe, dopo una cena veloce all’autogrill fatta di prodotti Beretta senza glutine, siamo arrivati all’Ilga Hotel di Collecchio. Per la colazione occorre chiedere al bar la chiave della teca contenente i prodotti senza glutine, in modo da essere sicuri che siano sempre disponibili a chi ne ha bisogno e che non siano contaminati. Personalmente ho apprezzato molto.

Da lì siamo partiti il sabato mattina alla volta della Reggia di Colorno, dove avevamo prenotato una visita guidata per le 10. Depredata di molti dei suoi tesori e abbandonata a se stessa per diverso tempo, ora ospita una delle più famose scuole di cucina, si può visitare e al suo interno vengono organizzati perfino matrimoni. Non mi aspettavo fosse così bella e sono rimasta stupita da questa reggia che non conoscevo e che vale la pena di essere visitata con calma.

Da lì ci siamo recati al Parma Retail, dove, tra una vetrina e l’altra, ci siamo fermati a mangiare all’America Graffiti. Menu a parte senza glutine con vasta scelta, tra cui ho optato per burrito, patatine e torta. Tutto molto gustoso.

 

Usciti da lì, ci siamo recati a Parma, dove per tutto il pomeriggio abbiamo girato a piedi per le vie della città. Parma è meravigliosa e vale la pena di visitare ogni sua parte godendosela a piedi. Un pomeriggio stancante, ma decisamente bello, che si è concluso con una cena ottima Al Petitot, ristorante dal nome tipico e dal servizio eccellente. Non ho potuto resistere al richiamo del prosciutto di Parma, a degli ottimi gnocchi e a un dolce squisito.

Il giorno successivo abbiamo lasciato Parma alla volta di Tuna di Gazzola, dove avevamo prenotato il pranzo di Pasqua alla Trattoria La Locanda. Il menu di Pasqua senza glutine era identico a quello del mio compagno e nei giorni normali tutto il menu è disponibile anche senza glutine se si prenota in anticipo. Il piacere di mangiare di nuovo lo gnocco fritto e i tortelli, il piacere di mangiare lo stesso menu di chi ti accompagna senza problemi e la cortesia e simpatia del personale, hanno reso il pranzo favoloso.

Nel pomeriggio ci siamo recati a visitare il castello di Rivalta, ancora in parte abitato e circondato da un borgo molto carino, in cui sono riuscita ovviamente ad attaccare bottone con una signora che vendeva libri particolari e a comprarne uno (non riesco proprio a fare una vacanza o un weekend via senza tornare con uno o più libri nuovi). Il castello è ancora abitato e ben tenuto, pieno di curiosità e con un paio di mostre temporanee affascinanti.

Per concludere la giornata, abbiamo testato la Bella Napoli. Pizza buona, personale disponibile e cena conclusa con un buon sorbetto.

Il lunedì dell’Angelo, dopo aver dormito all’Idea Hotel (comodissimo e pulito, ma con una colazione senza glutine quasi inesistente), siamo andati a visitare Piacenza e abbiamo avuto l’occasione di salire in cima alla cupola della Basilica di Santa Maria di Campagna, solitamente chiusa, in occasione della mostra “La salita al Pordenone”. La cupola è davvero stupenda e siamo stati felici di visitarla con la guida che ha spiegato molti particolari che da giù non si notano. Per chiudere la vacanza, un pranzo recuperato al supermercato vicino all’albergo e un caffè con due amici, seguito da una passeggiata per le vie di Piacenza, città molto carina e che non stanca mai, soprattutto per l’accoglienza dei suoi abitanti.

Il weekend di Pasqua è trascorso meravigliosamente e si è concluso con la promessa di tornare appena possibile a Tuna per mangiare i Pisarei e Fasò senza glutine.

Alla prossima

Pepper

 

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