Archivi categoria: Cibo fuori casa

Il brunch con l’amica

Quando la nostra amica Lu torna a Milano, non perdiamo mai occasione per vederci. L’ultima volta che è salita le abbiamo proposto di trovarci per un brunch in un locale di cui avevo sentito parlare e che non ero ancora riuscita a provare.

Il locale in questione è il PanPerMe, una glutenfree backery che si trova in viale Monte Nero. L’atmosfera è particolare: un arco, piante appese al soffitto e un tavolo con due altalene al posto delle sedie danno un senso di serenità e pace.

Pasticcini, torte, biscotti e pane sono sempre disponibili e si può pranzare con una selezione di primi, secondi o insalate. La domenica dalle 11 alle 15 è possibile avere il brunch, con quattro proposte differenti: americano, norvegese, italiano e veggie, tutti e quattro comprendenti panini al latte, spremuta o succo, caffè e dolce. Io ho scelto il brunch americano e non sono rimasta delusa. Sono uscita dal locale sazia e soddisfatta, con la voglia di tornarci presto per assaggiare altri dolci.

Milano è anche questo: locali nuovi da provare dove godersi un ottimo brunch senza glutine in meravigliosa compagnia.

Alla prossima.

Pepper

Lo gnocco fritto e il “derby” di improvvisazione

Questo weekend, come spesso capita, sono stata a Milano. Tanti sono i locali della città dove possiamo mangiare tranquillamente noi celiaci: questa volta abbiamo testato il Cook Window, in via Amatore Sciesa.

Il ristorante fa parte del circuito AFC e fa anche da pizzeria con forno a legna. Dal menu si possono ordinare alcuni antipasti, alcuni primi, tutti i secondi e alcuni dolci fatti in casa.

Il personale è attento e preparato e il cameriere ha avuto l’accortezza di chiedere se anche il mio compagno voleva mangiare senza glutine per consentirmi di assaggiare i piatti da lui ordinati. Mentre sfogliavo il menu, con mia sorpresa, mi è stato chiesto se volevo dello gnocco fritto con prosciutto crudo come antipasto. Vista la difficoltà nel trovarlo, non ho saputo dire di no e così ho ordinato antipasto, risotto verde con stracchino, cotoletta alla milanese e sorbetto al limone.

Devo dire che il risotto era buono, ma un pochino al dente. In compenso lo gnocco fritto era delizioso e la cotoletta (altro piatto critico per noi celiaci e difficile da trovare) era veramente buona, tanto da superare la prova d’assaggio del mio milanese imbruttito. Non abbiamo testato la pizza, ma sicuramente vale la pena tornarci.

Per concludere la giornata ci siamo recati al teatro del Vigentino, per assistere al match di improvvisazione Milano contro Varese. Come potevo mancare alla sfida “derby” tra le mie due case? Come potevo perdermi un match fuori casa dei Plateali? La sfida è stata divertentissima, le squadre hanno giocato bene e in perfetta sintonia tra loro. E alla fine non poteva che essere pareggio… Del resto ormai anche Milano è diventata casa mia.

Pepper

 

Turin, ma che bela Turin

“Turin, ma che bela Turin”, cantava Macario. E come dargli torto. Ogni volta che passo un weekend in questa città mi sento a casa. Camminare per le strade del centro la sera e passeggiare per il parco del Valentino mi da un senso di pace. Ogni volta che mi reco a Torino trovo un posto nuovo dove mangiare senza glutine.

Questa volta abbiamo deciso di prendere in affitto un appartamento in zona San Salvario. La sera stessa abbiamo perlustrato la zona per fare spesa e abbiamo scovato la gastronomia La Madia, In via Ormea. Qui si possono trovare pane, pizza, pasta fresca, torte salate e dolci, tutti senza glutine e su richiesta si possono avere prodotti adatti anche a chi soffre di altre intolleranze alimentari. Dopo esserci mangiati un pezzo di focaccia, siamo tornati a casa con una torta salata, una quiche pancetta e cipolle e una mini Sacher con cui il 31 dicembre abbiamo chiuso il nostro “cenone casalingo”.

 

Il giorno successivo ci siamo recati alla Venaria Reale. Il complesso comprende la Reggia, i suoi Giardini, il Borgo Antico e il Parco La Mandria. La storia della Reggia è particolare: per anni è stata abbandonata a se stessa. Poi, dopo un lungo lavoro di restauro, è stata riportata alla sua bellezza ed è diventata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

I ristoranti sono molti nella zona, ma nessuno di quelli interni alla Reggia sembrava dare possibilità di cibo senza glutine guardando su internet, quindi ho prenotato tramite The Fork al ristorante pizzeria Geoffrey’s sapori reali, in via san Marchese. Il locale è comodamente raggiungibile anche da Torino prendendo la linea 11. Nonostante la prenotazione fosse per le 14, orario in cui molti ristoranti non accettano più nessuno, la titolare ci ha accolti con grande gentilezza e disponibilità. La sera prima ci ha chiamato per rassicurarmi sulla loro preparazione riguardo alla celiachia e per dirmi di non preoccuparmi se avessimo fatto tardi, in quanto loro sarebbero stati comunque a disposizione, visto che stavano preparando per il cenone. La  scelta sul menù sembrava piuttosto interessante, ma, dato che poi dovevamo tornare a Torino, ci siamo concessi “soltanto” un assaggio di farinata (buonissima) e una pizza. Insieme al caffé, visto che la proprietaria mi ha avvertito che non poteva garantire per i cioccolatini, mi sono stati portati due biscotti senza glutine. Siamo andati via con la voglia di tornare appena possibile per assaggiare anche la loro cucina.

 

L’ultimo giorno prima della partenza, essendo il primo dell’anno, ci siamo alzati con calma e siamo andati a passeggiare al Valentino, dove la pace (e gli scoiattoli) ti accompagnano nel tuo cammino. Ci siamo ritrovati poi di nuovo in centro e siamo andati in cerca di un nuovo locale da provare. La nostra scelta è caduta sul ritorante Kipling. Incuriositi dal menu esposto siamo entrati e anche in questo caso, come sempre a Torino, siamo stati accolti con grande gentilezza pur non avendo prenotato. Il locale si affaccia sulla piazza Bordoni ed è piuttosto particolare. E’ aperto tutti i giorni da mezzogiorno a mezzanotte e trenta e il menu pesenta accanto a ogni piatto senza glutine un simbolo, in modo da non potersi sbagliare, e si compone sia di cucina tradizionale piemontese che di piatti etnici . Avendoli preparati per il cenone, ho avuto il piacere di assaggiare dei cappellacci zucca e tartufo fatti in casa, per poi proseguire poi con satay di pollo accompagnato da falafel e salsa allo yogurt e concludere con un semifreddo alla nocciola con salsa di cioccolato.

 

La breve vacanza a Torino è finita troppo in fretta, ma non vedo l’ora di tornare per godermi di nuovo la storia, l’accoglienza e il buon cibo di questa splendida città.

Alla prossima, mia bella Torino.

Pepper

 

 

Il pranzo improvvisato

Ci sono dei weekend in cui i programmi vengono cambiati all’improvviso. E’ esattamente quello che è successo qualche sabato fa. Saremmo dovuti andare in Liguria e invece siamo rimasti a Milano per commissioni varie. Quale occasione migliore di provare una bakery dove non ero mai stata?

Officinazero si trova in via Andrea Doria 44. Il locale è piccolo, con pochissimi posti a sedere, ma molto accogliente. Il personale è veloce e preparato e tutto quello che producono è senza glutine: panetteria, pasticceria, gastronomia e caffetteria.

Per non farmi mancare nulla ho assaggiato diversi piatti: dalla lavagna del menù del giorno ho scelto delle crespelle e assaggiato il medaglione di manzo ordinato dal mio compagno. A seguire abbiamo preso un panzerotto, una tortina caprese e un meraviglioso bombolone con crema al pistacchio. ammetto che non mangiavo un bombolone da non so quanto, ma era favoloso e la crema al pistacchio era deliziosa. Il caffè è stata una sorpresa, in quanto arriva direttamente da una torrefazione di Varese, praticamente casa mia.

Per finire mi sono portata a casa dei panini alla curcuma, decisamente buoni e rimasti morbidi anche il giorno successivo.

Sicuramente avrò modo di tornare, ma nel frattempo vi lascio qui sotto qualche foto per farvi venire l’acquolina in bocca.

Alla prossima.

Pepper

Il ristorante in Sant’Ambrogio

Attenzione: i proprietari del locale di cui parlo in questo articolo hanno comunicato sulla loro pagina Facebook che hanno chiuso il ristorante per trasferirlo in un’altra location non appena saranno finiti i lavori di restauro. Appena possibile vi darò aggiornamenti.

 

La sera prima di partire per un viaggio, lungo o corto che sia, preferisco mangiare fuori in modo da lasciare la cucina in ordine senza sforzo.

Tra i sei giorni a Macugnaga e la mia visitina in Liguria, sono dovuta tornare per due giorni a casa e così, in un martedì sera molto piovoso, subito dopo aver caricato le valigie e il cibo senza glutine di emergenza in macchina, ci siamo messi a cercare un posticino dove cenare. Iniziamo a scorrere i soliti posti (tutti buonissimi tra l’altro), quand’ecco che sull’elenco dei locali che servono anche glutenfree di TheFork compare un ristorante in cui non siamo mai stati. Non potevamo certo evitare di andare a testarlo.

Si tratta del ristorante In Sant’Ambrogio, che prende il nome proprio dalla zona di Varese in cui si trova. Come sempre ho precisato già alla prenotazione che sono celiaca, inviando direttamente un messaggio ai proprietari tramite l’applicazione. Il ristorante non fa parte del circuito AFC. L’ambiente è molto accogliente, sembra adatto a una di quelle sere fredde d’inverno con la neve che scende lieve (e visto quanto stava piovendo fuori è stato molto piacevole). Chef e capo sala sono giovani e preparati e il locale è di livello: cucina ricercata, abbinamenti particolari, ingredienti di qualità e attenzione ai dettagli: il prosciutto crudo dell’antipasto, ad esempio, viene affettato al momento con l’affettatrice presente in sala.

Prima di iniaziare la caposala ha voluto precisare che non hanno una cucina separata per il senza glutine, ma che hanno stoviglie e posate separate e che per spolverare qualsiasi cosa usano la farina di riso. Chiede se per me va bene ugualmente, perché sa che in alcuni ristoranti hanno un locale a parte per cucinare i piatti adatti ai celiaci. Rassicurata da questa premura e dalla precisazione sulle stoviglie a parte e sulla farina di riso, confermo che va bene e mi porta il menu. Tutti gli allergeni sono indicati con un numero accanto alla descrizione delle portate, glutine compreso, rendendo abbastanza semplice capire cosa posso ordinare senza dover fare mille domande. La mia scelta è stata la seguente:

  • ANTIPASTO RUSTICO DELLA CASA con fesa di tacchino aromatizzata al miele, roast-beef di manzo americano affumicato, paté di coniglio lardellato, crudo San Daniele stagionato 16 mesi e confettura di cipolle rosse di Tropea
  • RISOTTO ZAFFERANO E LIQUIRIZIA
  • GELATO FATTO IN CASA AL LIMONE E BASILICO

Prima di iniziare ci hanno portato un’entrée di benvenuto, diversa nel mio caso per ovvi motivi, e prima del dolce ci hanno servito un piccolo assaggio. Per concludere il tocco di classe: la carta dei caffè, tra cui potevamo scegliere tre tipi di miscela differenti.

Unico neo della serata: il tavolo di fronte al mio ha ordinato lo stesso dolce in versione normale e il cuoco per errore ha decorato anche il mio con i biscotti (unica differenza tra quello normale e quello senza glutine). Ce ne siamo accorti immediatamente e il cuoco ha rifatto il piatto con le sue scuse. Come sempre è meglio ricordare più volte ai camerieri e tenere un occhio aperto, anche nei posti più preparati.

Personalmente (e fortunatamente) non ho avuto alcun problema. I prezzi sono da ristorante non proprio economico, ma la qualità giustifica il costo.

Non mi resta che salutarvi e lasciare a voi il giudizio sui piatti da me scelti.

Alla prossima.

Pepper