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55 e non sentirli

Potevamo mancare al compleanno della nostra pattuglia acrobatica preferita? Potevamo saltare i festeggiamenti di questi ragazzi che ci fanno sognare così tanto?

Ovviamente no. Così eccomi in viaggio, nonostante non abbia più le ferie per riposarmi il lunedì, nonostante i chilometri da fare il venerdì sera subito dopo il lavoro, perché le frecce tricolori compiono gli anni.

Sabato mattina la sveglia in albergo è stata caratterizzata dalle nuvole fuori dalla finestra della nostra stanza, nuvole che si sono tramutate purtroppo in pioggia nella mattinata, proprio quando finalmente eravamo giunti alla nostra meta dopo un interminabile e inspiegabile coda all’ingresso dell’aeroporto militare di Rivolto. Tutti sotto i tendoni degli sponsor a ripararsi, voli temporaneamente sospesi e quando ha spiovuto, nonostante mi fossi portata dietro anche il k-way, siamo dovuti tornare in albergo causa vestiti fradici. Intristiti e affamati, abbiamo deciso di attrezzarci per un’altra evenienza del genere e poi abbiamo cercato un ristorante certificato dove mangiare.

A cinquecento metri dall’albergo, neanche a farlo apposta, abbiamo scoperto il ristorante Alle Grazie, in via Dogana 11. Cortesi, certificati e davvero simpatici, ci hanno accolto anche se era già un po’ tardi. Non vi sto a raccontare la bontà del Frico di patate e formaggio, perché non vorrei sminuirla con le mie parole. Vi dirò solo che dopo quello, il cervo ai mirtilli e un dolcetto, mi sono alzata soddisfatta e pronta a girare la città.

 

Pordenone è una città piccola, ma molto carina e, per citare il mio compagno, con “uno struscio pazzesco”. Ma noi non eravamo qui per la città questa volta. Così, dopo una cena nel ristorante a fianco all’albergo (non certificato, ma fortunatamente sono riuscita a mangiarci senza problemi), ci siamo messi a riposare, pronti per goderci la domenica.

Le aspettative sono state ripagate tutte: una giornata bellissima, pochissima coda stavolta agli ingressi e pronti per lo spettacolo. Le pattuglie acrobatiche di diverse nazioni hanno reso omaggio alla nostra con evoluzioni spettacolari. Tutte quante, dalla prima all’ultima, ci hanno regalato un cuore nel cielo azzurro.

Solo due nei hanno oscurato la splendida giornata: l’inciviltà di molte persone che se ne sono fregate altamente di tutti gli altri, purtroppo ovviamente tutti italiani (a volte quasi mi vergogno) e l’ignoranza di Anna Pettinelli, solitamente bravissima come speaker, che evidentemente non ha nessuna preparazione per poter commentare questo tipo di eventi ed è riuscita a fare diverse figuracce, di cui più di una intervistando la Cristoforetti.

L’Aeronautica Italiana ci ha mostrato i suoi velivoli in tutto il loro splendore, con simulazioni di salvataggio, di rifornimento e Tornado che passavano a tradimento (dieci anni persi per lo spavento e subito dopo lo stupore e il sorriso sulla faccia per la loro bellezza). Lo spettacolo dell’Eurofighter ci ha lasciati senza fiato. La mostra statica divisa in diverse sezioni, è stata ben organizzata e molto interessante. Oltre alle pattuglie delle altre aeronautiche e della nostra, Luca Bertossio, che con il suo aliante ci ha mostrato evoluzioni impensabili senza un motore a sostenerlo, Aude Lemordant e tanti altri ancora…

 

E poi sono arrivate loro, le nostre Frecce: un cumulo di gente arrivata man mano chissà da dove accalcata per vedere le loro evoluzioni. La figura nuova finalmente ha un nome: la scintilla tricolore ci ha conquistati tutti. La pattuglia acrobatica italiana ha compiuto 55 anni, ma ogni volta è come vederli per la prima volta: con gli occhi in su, la bocca aperta e la voglia di abbracciare forte quei piloti appena scendono per ringraziarli.

 

Pepper