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Il ristorante in Sant’Ambrogio

La sera prima di partire per un viaggio, lungo o corto che sia, preferisco mangiare fuori in modo da lasciare la cucina in ordine senza sforzo.

Tra i sei giorni a Macugnaga e la mia visitina in Liguria, sono dovuta tornare per due giorni a casa e così, in un martedì sera molto piovoso, subito dopo aver caricato le valigie e il cibo senza glutine di emergenza in macchina, ci siamo messi a cercare un posticino dove cenare. Iniziamo a scorrere i soliti posti (tutti buonissimi tra l’altro), quand’ecco che sull’elenco dei locali che servono anche glutenfree di TheFork compare un ristorante in cui non siamo mai stati. Non potevamo certo evitare di andare a testarlo.

Si tratta del ristorante In Sant’Ambrogio, che prende il nome proprio dalla zona di Varese in cui si trova. Come sempre ho precisato già alla prenotazione che sono celiaca, inviando direttamente un messaggio ai proprietari tramite l’applicazione. Il ristorante non fa parte del circuito AFC. L’ambiente è molto accogliente, sembra adatto a una di quelle sere fredde d’inverno con la neve che scende lieve (e visto quanto stava piovendo fuori è stato molto piacevole). Chef e capo sala sono giovani e preparati e il locale è di livello: cucina ricercata, abbinamenti particolari, ingredienti di qualità e attenzione ai dettagli: il prosciutto crudo dell’antipasto, ad esempio, viene affettato al momento con l’affettatrice presente in sala.

Prima di iniaziare la caposala ha voluto precisare che non hanno una cucina separata per il senza glutine, ma che hanno stoviglie e posate separate e che per spolverare qualsiasi cosa usano la farina di riso. Chiede se per me va bene ugualmente, perché sa che in alcuni ristoranti hanno un locale a parte per cucinare i piatti adatti ai celiaci. Rassicurata da questa premura e dalla precisazione sulle stoviglie a parte e sulla farina di riso, confermo che va bene e mi porta il menu. Tutti gli allergeni sono indicati con un numero accanto alla descrizione delle portate, glutine compreso, rendendo abbastanza semplice capire cosa posso ordinare senza dover fare mille domande. La mia scelta è stata la seguente:

  • ANTIPASTO RUSTICO DELLA CASA con fesa di tacchino aromatizzata al miele, roast-beef di manzo americano affumicato, paté di coniglio lardellato, crudo San Daniele stagionato 16 mesi e confettura di cipolle rosse di Tropea
  • RISOTTO ZAFFERANO E LIQUIRIZIA
  • GELATO FATTO IN CASA AL LIMONE E BASILICO

Prima di iniziare ci hanno portato un’entrée di benvenuto, diversa nel mio caso per ovvi motivi, e prima del dolce ci hanno servito un piccolo assaggio. Per concludere il tocco di classe: la carta dei caffè, tra cui potevamo scegliere tre tipi di miscela differenti.

Unico neo della serata: il tavolo di fronte al mio ha ordinato lo stesso dolce in versione normale e il cuoco per errore ha decorato anche il mio con i biscotti (unica differenza tra quello normale e quello senza glutine). Ce ne siamo accorti immediatamente e il cuoco ha rifatto il piatto con le sue scuse. Come sempre è meglio ricordare più volte ai camerieri e tenere un occhio aperto, anche nei posti più preparati.

Personalmente (e fortunatamente) non ho avuto alcun problema. I prezzi sono da ristorante non proprio economico, ma la qualità giustifica il costo.

Non mi resta che salutarvi e lasciare a voi il giudizio sui piatti da me scelti.

Alla prossima.

Pepper

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Vacanze amarcord – Macugnaga

Da piccola andavo in montagna con i miei genitori e mio fratello: per tredici anni abbiamo affittato un appartamento a Macugnaga, nella frazione di Borca, abbiamo fatto gite, girato per il paese, giocato la sera tutti insieme a Risiko, Monopoli, carte, etc… Successivamente ci siamo tornati di tanto in tanto in giornata, ma da anni ormai non salivo fino al mio rifugio preferito. Desideravo portare il mio compagno con me per mostrargli i monti della mia infanzia. Così abbiamo prenotato con Booking un appartamento per sei notti e siamo partiti.

Da brava celiaca, sapendo che in paese non ci sono grandi supermercati, mi sono portata una scorta di pasta, pane, sughi, biscotti ed altro ancora. In pratica due enormi sacchetti di cibo sono venuti in montagna con noi. In realtà la situazione si è dimostrata meno tragica del previsto.

Girando tra i negozi della frazione di Staffa, il centro del paese, in uno si trovano affettati in vaschetta e budini glutenfree, in un altro biscotti e cracker e infine da La culla del desiderio si trova della pasta senza glutine, oltre ad una proprietaria estremamente gentile e simpatica che mi ha passato una ricetta per la piadina gluten free che presto proverò. Per quanto riguarda i ristoranti, non ci sono locali del circuito AFC, quindi, se volete uscire a mangiare, occorre chiedere e fidarsi delle risposte.

Ma torniamo a noi. Le escursioni che si possono fare in zona sono diverse, ma noi eravamo molto poco allenati e quindi ne abbiamo fatte solo alcune. Il primo giorno giro del paese per scovare i negozi. Il secondo giorno ci siamo recati a piedi al Lago Delle Fate. Qui, dopo aver proseguito per un tratto sul sentiero in mezzo al bosco ed essere tornati in riva al lago, abbiamo mangiato al Bar Ristorante AlpinoAvendo avvertito il giorno prima telefonicamente  e la mattina stessa di persona, ho potuto mangiare pasta alla macugnaghese e polenta con formaggi senza alcun problema. Unico difetto il dolce: di glutenfree c’erano solo i mirtilli della casa.

Di ritorno ci siamo recati fino alla frazione di Borca per visitare il museo Walser, piccolo ma interessantissimo e ben tenuto.

Il terzo giorno abbiamo deciso di prendere la funivia per salire sul passo del monte Moro, per poi salire fino alla statua della Madonna delle nevi. Qui, ci siamo recati al rifugio Oberto Maroli per bere qualcosa, ho chiesto per curiosità e ho scoperto che prenotando prima mi avrebbero fatto trovare sia pasta che rösti. Non avendo prenotato la cameriera si è informata e poco dopo il cuoco è sbucato dalla finestra della cucina per dirmi che aveva ancora della pasta da prepararmi, ma per il rösti, pur essendo senza glutine, non poteva garantire la non contaminazione, perché non ricordava cos’altro aveva preparato quel giorno mentre li faceva. Decisamente informati. Decido di fidarmi e mi godo un piatto di pasta caldo e dei wafer confezionati senza glutine.

Il giorno successivo siamo saliti all’alpe Burki a piedi, ma il cielo si è annuvolato all’improvviso e abbiamo deciso di tornare a casa, ma non prima di aver comprato una toma all’agriturismo dell’alpe. La sera abbiamo prenotato al Bar Ristorante Pizzeria Roffel. Avvisandoli e arrivando presto (in modo che venga cotta la pizza senza glutine prima delle altre e non ci sia contaminazione) si può mangiare anche la pizza, ma io ho preferito ordinare di nuovo polenta e non me ne sono pentita.

 

Venerdì mi sono alzata e dalla finestra ho visto il Monte Rosa in tutto il suo splendore, senza nemmeno una nuvola. “Si va al Rifugio Zamboni-Zappa!”Per arrivarci ci sono due vie, ma quella più praticata e dotata anche di seggiovia passa dal rifugio Burki, per poi salire al rifugio CAI di Saronno e al rifugio Belvedere. Da lì si attraversa la morena e si sale su un costone per arrivare al rifugio Zamboni-Zappa. Noi siamo saliti a piedi. In nessuno di questi rifugi è possibile mangiare senza rischio di contaminazione purtroppo, ma io mi ero portata dell’insalata di pasta per non rischiare. Lassù sembra quasi di poter toccare le montagne e nell’immenso prato dietro al rifugio la pace ti scalda il cuore.

Sabato giornata di riposo in giro per il paese. A pranzo siamo andati al Ristorante Macugnaga, proprio accanto al nostro appartamento e mi sono goduta una polenta calda con brasato.

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Poi la tranquillità, le case caratteristiche in legno con i fiori e alla sera i fuochi d’artificio e le bancarelle, dove ho trovato una coppia che produce dei favolosi biscotti senza glutine che mi sono portata a casa.

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La domenica purtroppo siamo dovuti andar via da quel posto meraviglioso e tranquillo. Prima di partire, colazione al bar Joder, dove ho trovato almeno un biscotto confezionato glutenfree e dove chi non ha la celiachia può gustare ottimi dolci e cioccolate.

Ci sono altri due ristoranti che mi sono stati segnalati e non ho avuto il tempo di provare. Mi hanno detto infatti che anche la pizzeria Flizzi fa pizze senza glutine su prenotazione, ma non sono riuscita a chiedere, mentre all’albergo ristorante Flora, che si trova sempre nella piazza centrale, mi hanno assicurato che prenotando la sera prima avrei potuto mangiare senza problemi un’ottima pizza. Anche in questo caso però non ho avuto il tempo di andare a testare il locale per voi. Un’ottima scusa per tornarci.

Alla prossima

Pepper

 

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Focaccina bagnata, focaccina fortunata

Potevo andare in vacanza in Liguria e perdermi una sagra completamente senza glutine?

Ovviamente no. Nonostante il freddo e le pioggia a singhiozzo ci siamo mossi da Altare alla volta di Stella San Giovanni, dove l’11 e 12 agosto si è tenuta la sagra Danze e pietanze. Dalla richiesta di due soci del circolo Anspi di Stella di introdurre alimenti senza glutine nelle sagre di paese, dato che le figlie sono celiache, è nata una rassegna ormai diventata completamente gluten free.

Una formula vincente che consente a noi celiaci di poter mangiare tutti i piatti presenti, a chi è anche intollerante al lattosio di poter scegliere almeno un primo, un secondo e un dolce e a chi non ha problemi alimentari di mangiare piatti buonissimi.

La cucina è stata completamente pulita prima di iniziare a preparare le pietanze e l’impegno di organizzatori e volontari è stato premiato dal fatto che, nonostante il tempo, tante persone si sono recate alla festa per poter gustare i piatti che avevano preparato con attenzione.

Ovviamente volevo mangiare tutto, ma, complici il vento e il freddo, che hanno reso difficile mangiare sulle panche all’esterno, alla fine ho optato per assaggiare “solo” alcuni piatti: focaccine, ravioli con brie e salsa di pere, fagottino alla valdostana, salsiccia e patatine fritte, sorbetto e semifreddo al caffè (questi ultimi due divisi con il mio compagno che si è goduto una frittura di totani con patatine).

Il programma della festa comprendeva anche una tavola rotonda di apertura sulla Celiachia, l’apertura straordinaria del Museo Biblioteca Casa Natale Sandro Pertini, aperitivo e musica.

Presente anche un giornalista del Secolo XIX, che ci ha intervistati sull’evento. Se volete vederci sfatti, infreddoliti, ma contenti e a pancia piena, potete cliccare qui.

Non mi resta che postarvi le foto del buon cibo che ci siamo gustati, sperando che anche il prossimo anno venga organizzata la sagra gluten free di Stella San Giovanni.

Alla prossima

Pepper

 

 

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L’accoglienza ligure

Rieccomi di nuovo a Genova per un sabato “toccata e fuga” in compagnia di un collega del mio compagno.

Purtroppo il PaniNOGlut, locale di cui vi avevo parlato in un precedente articolo, ha cambiato gestione e sembra che il senza glutine non sia più presente. In cerca di focaccia, come ogni volta che vado in Liguria, e memore di diversi commenti lusinghieri su vari gruppi di Facebook, siamo andati a cercare il Celibon (Salita di Coccagna, 7/r): il locale è molto piccolo e sono rimasta un pochino delusa rispetto ai commenti che avevo letto. Ottima la focaccia al formaggio, mentre quella normale ha un buon sapore, ma una consistenza un pochino troppo spugnosa.

Genova non mi delude mai, riesce sempre ad affascinarmi e a farmi sentire stranamente a mio agio, nonostante sia una città piena di contrasti (o forse proprio per questo motivo). Anche stavolta ho scoperto un lato che non conoscevo, una zona di Genova lontana dall’idea che si ha di città portuale e più simile ad un paesino di villeggiatura. La zona in questione è quella della spiaggia di Boccadasse e il panorama di cui si gode è veramente stupendo.

Ma quello che più mi ha fatto piacere è l’accoglienza ricevuta. Si parla tanto della tipica accoglienza ligure, di Genovesi e Savonesi che allontanano i turisti con il loro atteggiamento e non vogliono che arrivino persone da altre parti. Sì, per alcuni negozi e ristoranti è effettivamente così. Ma la Liguria che amo, quella con i panorami, il mare e i colli, il buon cibo, il pesto e il sugo di noci, la formaggetta e tanto altro ancora, è piena di persone che mi hanno accolto come se fossi sempre stata ligure anche io. La signora del ristorante a Mallare che mi ha dato consigli su come fare la pasta senza glutine fatta in casa fa parte di queste persone, come ne sono parte i commessi della fumetteria e dei negozi in cui siamo entrati in questa domenica e come sicuramente ne fa parte il collega del mio compagno.

Sentirsi a casa in casa dei suoi genitori, che non mi avevano mai vista così come era la prima volta che mi vedeva lui, scoprire che hanno appositamente cercato alimenti senza glutine per tutti in modo da non contaminare niente affinché non avessi problemi per il pranzo. E che pranzo! Affettati e melone, frittatina di zucchine, arrosto di tacchino al latte con patate, macedonia e gelato. La simpatia con cui mi hanno accolto senza farmi pesare il problema della celiachia e la simpatia del nostro accompagnatore hanno contribuito a farmi sentire ancora una volta come se la Liguria fosse un po’ anche casa mia.

Un bell’esempio di come i luoghi comuni non sempre siano veri e di come ci si può sentire a casa ovunque in compagnia delle persone giuste.

A Genova tornerò ancora, ma nel frattempo vi lascio un paio di scorci da guardare.

Alla prossima

Pepper

 

 

Pandora e il finale di stagione

Sono online i podcast delle ultime due dirette di Pandora prima delle ferie.

Le dirette torneranno a settembre, ma nel frattempo potete ascoltare i due podcast cliccando sulla rispettiva data qui sotto.

07 07 2017

14 07 2017

Un ringraziamento speciale a Radio Missione Francescana, che ci ospita ogni anno nei suoi studi, agli ascoltatori, a Dave per la collaborazione e la simpatia e al nostro “stagista ufficiale imbruttito”, ovvero ilbuonLohe.

A presto

Pepper