Archivio della categoria: Cibo fuori casa

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Il pranzo improvvisato

Ci sono dei weekend in cui i programmi vengono cambiati all’improvviso. E’ esattamente quello che è successo qualche sabato fa. Saremmo dovuti andare in Liguria e invece siamo rimasti a Milano per commissioni varie. Quale occasione migliore di provare una bakery dove non ero mai stata?

Officinazero si trova in via Andrea Doria 44. Il locale è piccolo, con pochissimi posti a sedere, ma molto accogliente. Il personale è veloce e preparato e tutto quello che producono è senza glutine: panetteria, pasticceria, gastronomia e caffetteria.

Per non farmi mancare nulla ho assaggiato diversi piatti: dalla lavagna del menù del giorno ho scelto delle crespelle e assaggiato il medaglione di manzo ordinato dal mio compagno. A seguire abbiamo preso un panzerotto, una tortina caprese e un meraviglioso bombolone con crema al pistacchio. ammetto che non mangiavo un bombolone da non so quanto, ma era favoloso e la crema al pistacchio era deliziosa. Il caffè è stata una sorpresa, in quanto arriva direttamente da una torrefazione di Varese, praticamente casa mia.

Per finire mi sono portata a casa dei panini alla curcuma, decisamente buoni e rimasti morbidi anche il giorno successivo.

Sicuramente avrò modo di tornare, ma nel frattempo vi lascio qui sotto qualche foto per farvi venire l’acquolina in bocca.

Alla prossima.

Pepper

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Il ristorante in Sant’Ambrogio

La sera prima di partire per un viaggio, lungo o corto che sia, preferisco mangiare fuori in modo da lasciare la cucina in ordine senza sforzo.

Tra i sei giorni a Macugnaga e la mia visitina in Liguria, sono dovuta tornare per due giorni a casa e così, in un martedì sera molto piovoso, subito dopo aver caricato le valigie e il cibo senza glutine di emergenza in macchina, ci siamo messi a cercare un posticino dove cenare. Iniziamo a scorrere i soliti posti (tutti buonissimi tra l’altro), quand’ecco che sull’elenco dei locali che servono anche glutenfree di TheFork compare un ristorante in cui non siamo mai stati. Non potevamo certo evitare di andare a testarlo.

Si tratta del ristorante In Sant’Ambrogio, che prende il nome proprio dalla zona di Varese in cui si trova. Come sempre ho precisato già alla prenotazione che sono celiaca, inviando direttamente un messaggio ai proprietari tramite l’applicazione. Il ristorante non fa parte del circuito AFC. L’ambiente è molto accogliente, sembra adatto a una di quelle sere fredde d’inverno con la neve che scende lieve (e visto quanto stava piovendo fuori è stato molto piacevole). Chef e capo sala sono giovani e preparati e il locale è di livello: cucina ricercata, abbinamenti particolari, ingredienti di qualità e attenzione ai dettagli: il prosciutto crudo dell’antipasto, ad esempio, viene affettato al momento con l’affettatrice presente in sala.

Prima di iniaziare la caposala ha voluto precisare che non hanno una cucina separata per il senza glutine, ma che hanno stoviglie e posate separate e che per spolverare qualsiasi cosa usano la farina di riso. Chiede se per me va bene ugualmente, perché sa che in alcuni ristoranti hanno un locale a parte per cucinare i piatti adatti ai celiaci. Rassicurata da questa premura e dalla precisazione sulle stoviglie a parte e sulla farina di riso, confermo che va bene e mi porta il menu. Tutti gli allergeni sono indicati con un numero accanto alla descrizione delle portate, glutine compreso, rendendo abbastanza semplice capire cosa posso ordinare senza dover fare mille domande. La mia scelta è stata la seguente:

  • ANTIPASTO RUSTICO DELLA CASA con fesa di tacchino aromatizzata al miele, roast-beef di manzo americano affumicato, paté di coniglio lardellato, crudo San Daniele stagionato 16 mesi e confettura di cipolle rosse di Tropea
  • RISOTTO ZAFFERANO E LIQUIRIZIA
  • GELATO FATTO IN CASA AL LIMONE E BASILICO

Prima di iniziare ci hanno portato un’entrée di benvenuto, diversa nel mio caso per ovvi motivi, e prima del dolce ci hanno servito un piccolo assaggio. Per concludere il tocco di classe: la carta dei caffè, tra cui potevamo scegliere tre tipi di miscela differenti.

Unico neo della serata: il tavolo di fronte al mio ha ordinato lo stesso dolce in versione normale e il cuoco per errore ha decorato anche il mio con i biscotti (unica differenza tra quello normale e quello senza glutine). Ce ne siamo accorti immediatamente e il cuoco ha rifatto il piatto con le sue scuse. Come sempre è meglio ricordare più volte ai camerieri e tenere un occhio aperto, anche nei posti più preparati.

Personalmente (e fortunatamente) non ho avuto alcun problema. I prezzi sono da ristorante non proprio economico, ma la qualità giustifica il costo.

Non mi resta che salutarvi e lasciare a voi il giudizio sui piatti da me scelti.

Alla prossima.

Pepper

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Vacanze amarcord – Macugnaga

Da piccola andavo in montagna con i miei genitori e mio fratello: per tredici anni abbiamo affittato un appartamento a Macugnaga, nella frazione di Borca, abbiamo fatto gite, girato per il paese, giocato la sera tutti insieme a Risiko, Monopoli, carte, etc… Successivamente ci siamo tornati di tanto in tanto in giornata, ma da anni ormai non salivo fino al mio rifugio preferito. Desideravo portare il mio compagno con me per mostrargli i monti della mia infanzia. Così abbiamo prenotato con Booking un appartamento per sei notti e siamo partiti.

Da brava celiaca, sapendo che in paese non ci sono grandi supermercati, mi sono portata una scorta di pasta, pane, sughi, biscotti ed altro ancora. In pratica due enormi sacchetti di cibo sono venuti in montagna con noi. In realtà la situazione si è dimostrata meno tragica del previsto.

Girando tra i negozi della frazione di Staffa, il centro del paese, in uno si trovano affettati in vaschetta e budini glutenfree, in un altro biscotti e cracker e infine da La culla del desiderio si trova della pasta senza glutine, oltre ad una proprietaria estremamente gentile e simpatica che mi ha passato una ricetta per la piadina gluten free che presto proverò. Per quanto riguarda i ristoranti, non ci sono locali del circuito AFC, quindi, se volete uscire a mangiare, occorre chiedere e fidarsi delle risposte.

Ma torniamo a noi. Le escursioni che si possono fare in zona sono diverse, ma noi eravamo molto poco allenati e quindi ne abbiamo fatte solo alcune. Il primo giorno giro del paese per scovare i negozi. Il secondo giorno ci siamo recati a piedi al Lago Delle Fate. Qui, dopo aver proseguito per un tratto sul sentiero in mezzo al bosco ed essere tornati in riva al lago, abbiamo mangiato al Bar Ristorante AlpinoAvendo avvertito il giorno prima telefonicamente  e la mattina stessa di persona, ho potuto mangiare pasta alla macugnaghese e polenta con formaggi senza alcun problema. Unico difetto il dolce: di glutenfree c’erano solo i mirtilli della casa.

Di ritorno ci siamo recati fino alla frazione di Borca per visitare il museo Walser, piccolo ma interessantissimo e ben tenuto.

Il terzo giorno abbiamo deciso di prendere la funivia per salire sul passo del monte Moro, per poi salire fino alla statua della Madonna delle nevi. Qui, ci siamo recati al rifugio Oberto Maroli per bere qualcosa, ho chiesto per curiosità e ho scoperto che prenotando prima mi avrebbero fatto trovare sia pasta che rösti. Non avendo prenotato la cameriera si è informata e poco dopo il cuoco è sbucato dalla finestra della cucina per dirmi che aveva ancora della pasta da prepararmi, ma per il rösti, pur essendo senza glutine, non poteva garantire la non contaminazione, perché non ricordava cos’altro aveva preparato quel giorno mentre li faceva. Decisamente informati. Decido di fidarmi e mi godo un piatto di pasta caldo e dei wafer confezionati senza glutine.

Il giorno successivo siamo saliti all’alpe Burki a piedi, ma il cielo si è annuvolato all’improvviso e abbiamo deciso di tornare a casa, ma non prima di aver comprato una toma all’agriturismo dell’alpe. La sera abbiamo prenotato al Bar Ristorante Pizzeria Roffel. Avvisandoli e arrivando presto (in modo che venga cotta la pizza senza glutine prima delle altre e non ci sia contaminazione) si può mangiare anche la pizza, ma io ho preferito ordinare di nuovo polenta e non me ne sono pentita.

 

Venerdì mi sono alzata e dalla finestra ho visto il Monte Rosa in tutto il suo splendore, senza nemmeno una nuvola. “Si va al Rifugio Zamboni-Zappa!”Per arrivarci ci sono due vie, ma quella più praticata e dotata anche di seggiovia passa dal rifugio Burki, per poi salire al rifugio CAI di Saronno e al rifugio Belvedere. Da lì si attraversa la morena e si sale su un costone per arrivare al rifugio Zamboni-Zappa. Noi siamo saliti a piedi. In nessuno di questi rifugi è possibile mangiare senza rischio di contaminazione purtroppo, ma io mi ero portata dell’insalata di pasta per non rischiare. Lassù sembra quasi di poter toccare le montagne e nell’immenso prato dietro al rifugio la pace ti scalda il cuore.

Sabato giornata di riposo in giro per il paese. A pranzo siamo andati al Ristorante Macugnaga, proprio accanto al nostro appartamento e mi sono goduta una polenta calda con brasato.

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Poi la tranquillità, le case caratteristiche in legno con i fiori e alla sera i fuochi d’artificio e le bancarelle, dove ho trovato una coppia che produce dei favolosi biscotti senza glutine che mi sono portata a casa.

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La domenica purtroppo siamo dovuti andar via da quel posto meraviglioso e tranquillo. Prima di partire, colazione al bar Joder, dove ho trovato almeno un biscotto confezionato glutenfree e dove chi non ha la celiachia può gustare ottimi dolci e cioccolate.

Ci sono altri due ristoranti che mi sono stati segnalati e non ho avuto il tempo di provare. Mi hanno detto infatti che anche la pizzeria Flizzi fa pizze senza glutine su prenotazione, ma non sono riuscita a chiedere, mentre all’albergo ristorante Flora, che si trova sempre nella piazza centrale, mi hanno assicurato che prenotando la sera prima avrei potuto mangiare senza problemi un’ottima pizza. Anche in questo caso però non ho avuto il tempo di andare a testare il locale per voi. Un’ottima scusa per tornarci.

Alla prossima

Pepper

 

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Focaccina bagnata, focaccina fortunata

Potevo andare in vacanza in Liguria e perdermi una sagra completamente senza glutine?

Ovviamente no. Nonostante il freddo e le pioggia a singhiozzo ci siamo mossi da Altare alla volta di Stella San Giovanni, dove l’11 e 12 agosto si è tenuta la sagra Danze e pietanze. Dalla richiesta di due soci del circolo Anspi di Stella di introdurre alimenti senza glutine nelle sagre di paese, dato che le figlie sono celiache, è nata una rassegna ormai diventata completamente gluten free.

Una formula vincente che consente a noi celiaci di poter mangiare tutti i piatti presenti, a chi è anche intollerante al lattosio di poter scegliere almeno un primo, un secondo e un dolce e a chi non ha problemi alimentari di mangiare piatti buonissimi.

La cucina è stata completamente pulita prima di iniziare a preparare le pietanze e l’impegno di organizzatori e volontari è stato premiato dal fatto che, nonostante il tempo, tante persone si sono recate alla festa per poter gustare i piatti che avevano preparato con attenzione.

Ovviamente volevo mangiare tutto, ma, complici il vento e il freddo, che hanno reso difficile mangiare sulle panche all’esterno, alla fine ho optato per assaggiare “solo” alcuni piatti: focaccine, ravioli con brie e salsa di pere, fagottino alla valdostana, salsiccia e patatine fritte, sorbetto e semifreddo al caffè (questi ultimi due divisi con il mio compagno che si è goduto una frittura di totani con patatine).

Il programma della festa comprendeva anche una tavola rotonda di apertura sulla Celiachia, l’apertura straordinaria del Museo Biblioteca Casa Natale Sandro Pertini, aperitivo e musica.

Presente anche un giornalista del Secolo XIX, che ci ha intervistati sull’evento. Se volete vederci sfatti, infreddoliti, ma contenti e a pancia piena, potete cliccare qui.

Non mi resta che postarvi le foto del buon cibo che ci siamo gustati, sperando che anche il prossimo anno venga organizzata la sagra gluten free di Stella San Giovanni.

Alla prossima

Pepper

 

 

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Il ristorante etnico e le “autosorprese”

Milano, città che oramai fa parte di me da tempo.

Milano, città piena di vita e musei.

Milano, dove ci sono tantissimi locali senza glutine.

Uno di questi locali è il Ta Hua, in via Generale Gustavo Fara 15. Scoperto grazie ai commenti più che positivi sul gruppo di facebook I celiaci di Milano, essendo da quelle parti all’ora di pranzo abbiamo deciso di provare la loro cucina.

Una premessa da fare è che sarebbe meglio sempre prenotare prima, in quanto il ristorante è quasi sempre pieno. A noi è andata bene lo stesso e ci hanno accompagnato ad un tavolo per due e consegnato i menu. Il personale è molto preparato e la scelta dei cibi senza glutine piuttosto varia.

E qui, in questo ristorante asiatico, ho avuto il mio “momento aneddoto involontario”. Chi mi conosce sa che non mangio pesce, nella maggior parte dei casi non riesco proprio a sopportarne l’odore. Quando il cameriere ha elencato tutti i ravioli al vapore che potevo mangiare anche io, distratta dalla stanchezza e dal fatto che i primi due erano ripieni di pesce, senza pensarci ho ripetuto l’ultimo convinta per qualche strano motivo di aver ordinato qualcosa di carne, tipo il brasato. Effettivamente il mio compagno mi ha guardata in maniera strana, ma non ci ho fatto caso, finché non sono arrivati i ravioli al vapore. Sbianco, guardo il mio amore che ridacchia di fronte a me e chiedo “ma cosa ho ordinato?Non erano di carne?”. No, non erano di carne, erano ripieni di branzino e zucchine. Per di più con la pasta fatta al nero di seppia. Ormai però li avevo ordinati e quindi mi sono lanciata. Erano così buoni, che ho mangiato la mia parte senza fiatare, nonostante fossero ripieni di pesce.

Tutto il resto è stato ordinato con cognizione di causa ed era tutto molto buono, dalle nuvole di granchi al manzo al curry, passando per il riso alla cantonese.

Qui sotto vi posto le foto del nostro pranzetto, sicura di ritornare per assaggiare altri gustosi piatti della cucina asiatica.

Alla prossima

Pepper